Auschwitz - La residenza della morte

Unikalny dokument przedstawiający największy hitlerowski obóz koncentracyjny, ośrodek męczeństwa i masowej zagłady setek tysięcy więźniów 30 narodowości. Bogaty materiał fotograficzny: znakomite, słynne już artystyczne fotografie Adama Bujaka zatrzymujące w czasie echa koszmaru oraz zdjęcia archiwalne z lat funkcjonowania...

Autorzy: Adam Bujak, Teresa i Henryk Świeboccy

liczba stron: 128
obwoluta: nie
format: 235x290 mm
papier: 170 g kreda
oprawa: twarda
data wydania: 30-07-2008
ISBN: 978-83-60292-48-8
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Dostępność: duża ilość

Unikalny dokument przedstawiający największy hitlerowski obóz koncentracyjny, ośrodek męczeństwa i masowej zagłady setek tysięcy więźniów 30 narodowości. Bogaty materiał fotograficzny: znakomite, słynne już artystyczne fotografie Adama Bujaka zatrzymujące w czasie echa koszmaru oraz zdjęcia archiwalne z lat funkcjonowania obozu przedstawiające dramatyczny los deportowanych. Fragmenty oryginalnych tekstów: wspomnienia i relacje więźniów, niemieckie dokumenty dotyczące masowej eksterminacji ludności z terenów okupowanych.

"Człapiemy po rozmokłym, gliniastym gruncie pełni strachu i u kresu sił. Dochodzimy do naszych nowych grobów, jak to nazwaliśmy nasze nowe domy. Zanim doczłapaliśmy się do nowego miejsca, ledwo zaczerpnęliśmy powietrza, już kilku z nas oberwało pałkami po głowach. Już lała się krew z rozciętych głów lub okaleczonych twarzy. To jest pierwsze przywitanie nowo przybyłych. Wszyscy są oszołomieni i rozglądają się, dokąd to ich zaprowadzono. Zaraz informują nas, że oto mamy próbkę życia obozowego. Panuje tutaj żelazna dyscyplina. Tutaj znajdujemy się w obozie śmierci. Jest to martwa wyspa. Człowiek nie przybywa tutaj, aby żyć, lecz aby wcześniej czy później znaleźć swą śmierć. Tu nie ma miejsca dla życia. Jest to rezydencja śmierci..." - z odnalezionego po wyzwoleniu na terenie byłego obozu rękopisu więźnia, Żyda Załmena Gradowskiego

Wersja włoska

Introduzione storica

La Redazione

Fotografie

La politica nazista nella Polonia occupata

Agli inizi dell’occupazione tedesca in Polonia le autoritą tedesche non si erano ancora concentrate sui piani di sterminio fisico degli Ebrei, per i quali venivano proposte diverse soluzioni, compreso programmi di trasferimento forzato. Si diede invece subito il via all’introduzione del cosiddetto ordine nuovo, che si prefiggeva di sottomettere totalmente la popolazione polacca alle ordinanze e alla politica interna del Terzo Reich.

In primo luogo i nazisti stabilirono di eliminare coloro che ritenevano più pericolosi, indesiderati e inutili, e cioè i rappresentanti dell’intellighenzia. Vittime di arresti di massa furono così soprattutto gli individui che costituivano l’èlite politica, culturale e sociale della nazione e quanti erano sospettati di fondare organizzazioni di resistenza. Prima ancora di invaderela Polonia, i nazisti avevano approntato speciali liste con i nominativi dei Polacchi che prevedevano di arrestare. Nel novembre 1939la Gestapoarrestò un gruppo di professori degli atenei cracoviani e li deportò nel Lager di Sachsenhausen. Dal settembre 1939 all’aprile 1940, sempre nell’ambito dell’azione di eliminazione dell’intellighenzia polacca, a Piaśnica Wielka vennero uccise circa 12.000 persone della Pomerania di Danzica. Nel territorio del Governatorato Generale nel 1940 i nazisti condussero l’operazione denominata “AB” in codice, nel cui ambito vennero arrestati alcune migliaia di Polacchi, rappresentanti dell’intellighenzia, poi condannati all’internamento nei campi di concentramento o allafucilazione.

Il 2 ottobre 1940 Hitler dichiarò che bisognava estirpare tutti i rapresentanti dell’intellighenzia polacca.6 Similmente il Reichsführer delle SS Heinrich Himmler, al quale erano sottoposti tutti i campi di concentramento e di sterminio, affermò che il compito più importante era scoprire tutti i leader polacchi, per renderli inoffensivi, sfruttare gli specialisti di origine polacca nell’industria bellicatedesca, dopo di che tutti i Polacchi sarebbero scomparsi dalla faccia della terra.7

L’ondata di terrore nella Polonia occupata, imparagonabile alla situazione degli altri paesi dell’Europa occidentale, non riguardò solo l’inizio dell’occupazione, al contrario, aumentò col passare del tempo. Era la reazione dell’occupante sia di fronte all’attivitą del movimento polacco di resistenza sia al fatto che, dopo l’aggressione all’URSS, nei territori polacchi correvano le linee di rifornimento per il fronte orientale e le autoritą naziste, volendo garantire a se stesse il massimo della sicurezza, rafforzarono ulteriormente il gią rigido apparato di sopraffazione. 

Il Governatore Generale Hans Frank ben definisce la sua politica di repressione quando, riferendo il fatto che a Praga erano stati affissi grandi manifesti rossi per informare dell’uccisone di sette Cechi, conclude che se lui avesse voluto affiggere manifesti ogni qualvolta venivano fucilati sette Polacchi, i boschi polacchi non sarebbero bastati a produrre la quantitą necessaria di carta.8 Purtroppo queste sue baldanzose parole si discostavano ben poco dalla realtą.

 

La creazione del KL Auschwitz

La genesi del campo di Auschwitz è legata ai piani ed agli intenti appena esposti. Fondato dalle SS nella primavera 1940 come campo di concentramento, simile a quelli gią esistenti nel territorio della Germania nazista, fu la diretta conseguenza degli arresti in massa dei Polacchi. Il derivante sovraffollamento delle prigioni esistenti, infatti, spinse le autoritą di polizia tedesche ad avanzare la proposta di creare un campo in cui poter internare gli arrestati.

Apposite commissioni si misero alla ricerca di un luogo adatto. La scelta definitiva cadde sul complesso di 20 edifici di una vecchia caserma prebellica, non molto distante dalla cittą polacca di Oświęcim. Dopo le prime settimane di occupazione la cittą era stata incorporata nei confini del Terzo Reich e ridenominata Auschwitz, mentre il campo venne chiamato Konzentrationslager Auschwitz.

Il 14 giugno 1940la Gestapovi inviò un primo convoglio di 728 prigionieri politici polacchi, compreso un gruppo di Ebrei polacchi, provenienti dal carcere di Tarnów. La caserma era situata oltre l’area urbana e si poteva facilmente isolare dal mondo esterno; era inoltre ben collegata con molte cittą polacche e con la vicina frontiera. 

Tutti questi fattori fecero sì che i nazisti ampliassero la struttura preesistente creando un campo di enorme scala. Dalla metą del 1941 cominciarono a deportarvi, oltre ai Polacchi, anche gruppi di prigionieri di altri paesi occupati, fra l’altro prigionieri di guerra sovietici, e Cechi, Iugoslavi, Francesi. Dei trasporti facevano parte anche Ebrei arrestati nel corso di diverse operazioni condotte contro la popolazione dei paesi occupati, per cui insieme a rappresentanti dell’intellighenzia polacca, venivano portati nel campo, ad esempio, anche avvocati o medici di origine ebraica.

 

Il centro di sterminio massivo degli Ebrei

Dal 1942 Auschwitz, pur restando un campo di concentramento, cominciò parallelamente a svolgere una seconda funzione diventando, cioé, uno dei centri di sterminio immediato di massa degli Ebrei europei. 

La maggior parte degli Ebrei deportati all’eccidio massivo venivano ingannati. Di solito le autoritą tedesche promettevano loro un nuovo luogo di residenza e un lavoro. Secondo le istruzioni potevano portare con sé bagagli per un peso che andava all’incirca da12 a50 kg. Perciò gli Ebrei prendevano con sé vestiario, cibo, oggetti di uso personale, utensili e attrezzature di uso domestico (biancheria da letto, pentole, tappeti, ecc.) ma anche attrezzi della professione che esercitavano, ad esempio i medici attrezzature mediche, medicine, ecc.

Gli Ebrei deportati non potevano portare con sé preziosi e grosse somme di denaro. Tuttavia molti – nella misura in cui erano riusciti a conservare i resti dei propri averi - provavano a nascondere oggetti preziosi o valuta e a contrabbandarle nei vestiti o nelle valige. All’arrivo in treno sulle banchine degli appositi raccordi ferroviari dovevano però abbandonare i vagoni e lasciarvi i bagagli. I nazisti organizzavano in modo simile la deportazione degli Ebrei anche in altri campi della morte, a Chełmno sul Ner, a Treblinka, Bełżec, Sobibór o Majdanek.

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